Software HMI PLC multilingue – Come migliorare la localizzazione in 3 semplici step

Le famigerate stringhe multilingue dei programmi di supervisione macchine. Sempre tradotte male. Sempre oggetto di scherzi e lamentele da parte degli operatori che segnalano di non capire il significato dei comandi e dei messaggi. Allora, come preparare le stringhe software, HMI oppure PLC per migliorare la localizzazione, sia in polacco che in altre lingue?

Il risultato della traduzione verso una lingua straniera è impossibile da verificare se non si ha una perfetta padronanza di questa lingua. L’azienda costruttrice carica i file tradotti nel software dell’impianto venduto all’estero, sicura di consegnare una linea produttiva provvista di un’interfaccia utente-macchina (Human-Machine Interface HMI) facile da utilizzare ed intuitiva.

In questo articolo svelo tre spunti che permettono di migliorare notevolmente l’esperienza utente dei clienti della tua azienda. Questi spunti sono l’essenza della mia esperienza nel settore delle traduzioni tecniche, in particolare nella localizzazione in polacco delle stringhe software, pannelli HMI, commenti PLC e programmi di supervisione di vari impianti produttivi.

Iniziamo!

1. Fornisci il contesto delle stringhe software localizzate

Quante volte hai sentito il personale addetto al funzionamento delle macchine lamentarsi del fatto che il software è tradotto male? Che non si riesce a capire comandi e messaggi d’allarme? Poi, i tecnici dell’azienda che vanno a fare il corso di formazione, invece di portare avanti il corso si occupano di modificare e riscrivere quello che è già stato fatto e pagato?

Molto facilmente in queste situazioni pensi: è colpa del traduttore! Beh… a volte può anche darsi. Persone incapaci, le trovi in ogni settore.

Comunque, nella maggior parte dei casi i motivi di quanto sopra sono essenzialmente due:

– I file che vengono mandati a tradurre, sono forniti senza alcun contesto (una breve informazione che si tratta, per esempio, di una linea di stampaggio, di taglio laser o di packaging non basta, credimi).

– I messaggi lunghi vengono spesso divisi in due/tre parti e poi ordinati alfabeticamente.

La situazione si presenta quindi come segue: un messaggio può iniziare con la P e la sua seconda parte si può trovare sotto la C. Ovviamente nessuno pensa di mettere una nota al traduttore per fargli capire che si tratta della seconda parte del messaggio.

 

La soluzione?

Prima di tutto: il contesto! Più informazioni vengono fornite, meglio è. Anche una semplice nota tipo “questi sono messaggi informativi e qui abbiamo pulsanti di comando” aiuta molto e può cambiare la traduzione del software, sia in polacco che ovviamente in altre lingue.

(E per coloro che sono interessati, ecco la mia definizione preferita del contesto, dal dizionario Treccani)

Vuoi un esempio?

Eccolo! Prendiamo “avanti” e “indietro”. Queste due parole possono essere sia due comandi (es. muovi il gruppo avanti/indietro) che due informazioni (es. si accende una spia che indica che il gruppo si trova nella posizione avanti/posizione indietro). In polacco bisogna tassativamente utilizzare traduzioni diverse per le due situazioni.

Ricordati quindi che i CAT, cioè i software utilizzati largamente nella localizzazione e nelle traduzioni per sfruttare le cosiddette “ripetizioni”, non sono una soluzione ideale, presentata come strumento miracoloso per mantenere nel tempo la coerenza e la coesione dei file localizzati e per abbassare i costi della traduzione. Il traduttore traduce la parola “avanti” una sola volta, viene pagato per una sola parola, e poi il CAT rimpiazza tutti gli altri “avanti” con la stessa parola. Quindi, se “avanti” viene tradotto come comando, rimane un comando per tutto il progetto.

Qualcuno te lo ha mai detto? O hai sentito solo parlare di sconti per le ripetizioni?

Lo immaginavo.

2. Verifica la terminologia e unifica i termini utilizzati da diverse persone

Prima di inviare i tuoi file al traduttore ricordati sempre di verificare se non contengono contenuti elaborati e modificati per anni e anni da diverse persone. Nel caso affermativo, quasi certamente ognuno di loro usava termini diversi per esprimere gli stessi concetti. Se questo è il tuo caso, dedica del tempo per unificare la terminologia, perché il traduttore freelance non ha mai visto l’impianto in oggetto. Non l’ha visto funzionare. Non può quindi sapere che il gruppo che uno dei tecnici ha chiamato “inseritore”, è lo stesso gruppo che un altro chiama “gruppo di carico”.

Per il personale dell’azienda, che conosce l’impianto a perfezione, sembra ovvio, ma non lo è per il traduttore esterno. Il traduttore userà due termini diversi per il medesimo dispositivo e questo creerà senz’altro dubbi durante l’utilizzo dell’impianto.

3. Scrivi le stringhe in forma estesa per spiegare il significato delle abbreviazioni

Ora  stiamo giungendo alla fine dell’importantissimo progetto chiamato HMI Multilingue! Qualche giorno fa hai inviato a tradurre alcuni file. Oggi, invece della traduzione, ti è arrivato un elenco di domande da parte del traduttore? Che sorpresa 😉 Non avevi pensato che il traduttore non sarebbe riuscito a capire il significato dei messaggi:

– dif per flim

– cellcom str AUX1 par

– se fluff apr esegui spingato

… per non parlare dei casi quando tra vari messaggi elaborati in italiano si trova una frase in francese o spagnolo. Mi è capitato di ricevere un progetto per la traduzione dall’italiano verso il polacco di un file che, come ho scoperto nel corso del lavoro, conteneva messaggi in ben quattro lingue diverse.

Ora mi vuoi dire che non c’è niente da fare. Spesso è impossibile scrivere per esteso perché c’è un limite di caratteri. Ma questo non è un problema! Il traduttore ti fornirà la traduzione in versione abbreviata, ma prima di farlo deve capire il significato del messaggio stesso.

La soluzione?

Preparare i messaggi in forma comprensibile (estesa) e fornire delle informazioni sul limite di caratteri, richiesto per i singoli commenti. Sì, lo so, è un lavoro in più e nessuno ha voglia di farlo. Ma prima o poi lo dovrai fare, quando ricevi la lista delle domande.

CONCLUSIONI

Ed eccoci arrivati alle conclusioni. I tre indizi per migliorare la UX degli utilizzatori del tuo impianto:

  • Contesto
  • Terminologia unificata
  • Forma estesa e comprensibile + informazione sul limite di caratteri

Adesso sai come preparare le tue stringhe del software supervisore o i commenti PLC per la localizzazione in polacco e in altre lingue. Grazie a questi tre semplici accorgimenti, il risultato finale della traduzione software in polacco (e in altre lingue) migliorerà notevolmente.

* * * * *

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Ooops!

Fingi di non aver visto nulla…
Devo contattare il mio webmaster.

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Illustrazioni a cura di Gabriele Natussi – Zerouno Software S.r.l.