Installazione di una macchina di produzione estera: un aspetto che non hai mai considerato

Il collaudo finale di una macchina presso il cliente segna una netta separazione tra due fasi della sua vita: l’installazione è terminata e inizia l’esercizio. L’accettazione, con la relativa data, viene registrata nel verbale; da quel momento, il corretto funzionamento della macchina dipende dagli operatori e dal personale addetto alla manutenzione. Eppure, alcune decisioni che renderanno il lavoro più semplice o più difficile vengono prese molte settimane prima, talvolta persino mesi.

Una documentazione utile nella pratica nasce prima della traduzione

La capacità di una macchina di funzionare in modo efficiente e generare valore nel lungo periodo dipende dalle scelte progettuali e dal fattore umano: un utilizzo corretto e una manutenzione efficace. Anche il modo in cui viene gestita l’installazione, però, ha un ruolo importante. Questo è particolarmente evidente nel caso delle macchine di produzione estera, perché in questi progetti una fase preliminare fondamentale consiste nel trasferire in modo efficace tutte le informazioni, i documenti e il know-how messo a disposizione dal costruttore.

Tradurre i documenti della macchina nell’ordine giusto: ecco cosa fa una vera differenza

Spesso questa fase del progetto viene data per scontata. Il costruttore fornisce la documentazione tradotta, la macchina arriva già con il software tradotto nella lingua locale e gli eventuali materiali aggiuntivi vengono tradotti man mano che servono. Nessuno si sofferma sull’organizzazione del processo. Ancora meno ci si rende conto di quanto decisioni organizzative apparentemente secondarie possano influire sulla qualità finale della documentazione.

Eppure è proprio così. Si potrebbe pensare che l’ordine in cui vengono tradotti i singoli documenti sia irrilevante. L’esperienza dimostra invece che la pianificazione delle traduzioni può fare la differenza: dalla coerenza terminologica nella documentazione tecnica, alla comprensibilità dei messaggi HMI, fino all’effettiva utilità dei documenti e alla coerenza tra i diversi elementi del progetto di installazione della macchina.

Una traduzione corretta e di qualità, da sola, non basta

Nei progetti in cui collaboro con aziende come consulente per il trasferimento delle conoscenze dal costruttore della macchina all’utilizzatore, una delle prime attività è definire il programma di traduzione dei singoli documenti. Non è necessario che tutti siano pronti fin dall’inizio dell’installazione. Alcuni file è preferibile tradurli soltanto verso la fine della fase di avviamento della macchina. Spesso questo comporta un confronto serrato con i costruttori che non sempre condividono le mie indicazioni e non ritengono necessario apportare le modifiche suggerite, perché “…abbiamo sempre fatto così ed è sempre andato tutto bene“.

La realtà, però, è che non è andata proprio così bene. Per anni le aziende industriali hanno semplicemente imparato a convivere con una documentazione incoerente, perché non avevano alternative. Gli operatori imparavano a memoria messaggi e allarmi che non corrispondevano a quanto riportato nel manuale, mentre il personale addetto alla manutenzione si affidava alla propria esperienza per compensare le incongruenze tra la documentazione e il funzionamento effettivo della macchina. Il sistema funzionava, ma non perché il processo fosse stato pianificato bene: funzionava grazie alle persone.

Il settore industriale si è gradualmente abituato al fatto che la documentazione e le interfacce HMI delle macchine di produzione estera sono tradotte male e presentano incoerenze, finendo per considerare la situazione inevitabile. Come se non ci fosse nulla da fare.

Invece, si può intervenire. Ma neppure la migliore traduzione è sufficiente se viene realizzata nel momento sbagliato. È anche la tempistica a fare la differenza. In questo modo la traduzione della documentazione tecnica diventa parte integrante di un processo strutturato e completo di trasferimento del know-how industriale, anziché un’altra attività da spuntare nella lista delle cose da fare per il progetto.


Krystyna Maternia, traduttrice tecnica italiano-polacco-inglese e consulente per la comunicazione nei progetti industriali internazionali

Krystyna Maternia è traduttrice tecnica polacco-italiano-inglese e consulente per la comunicazione nei progetti industriali internazionali.

Da oltre vent’anni collabora con costruttori di macchine industriali e aziende manifatturiere coinvolte in progetti destinati al mercato polacco. Supporta i clienti nella preparazione della documentazione tecnica, dei materiali di formazione e delle versioni linguistiche utilizzate durante installazioni, avviamenti e attività operative.

Grazie all’esperienza maturata sul campo, osserva i progetti non solo dal punto di vista linguistico, ma anche in termini di organizzazione del lavoro, flusso delle informazioni e responsabilità tra i soggetti coinvolti.

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