STRINGHE SOFTWARE – COME PREPARARLE PER LA TRADUZIONE IN 3 SEMPLICI STEP

Le famigerate stringhe dei programmi di supervisione. Sempre tradotte male. Sempre ogetto di scherzi e lamentele da parte degli operatori che segnalano di non capire il significato dei comandi e dei messaggi.

Il risultato della traduzione verso una lingua straniera è impossibile da verificare se non si ha una perfetta padronanza di questa lingua. Quindi, l’azienda costruttrice carica i file tradotti nel software dell’impianto venduto all’estero, sicura di consegnare una linea produttiva provvista di un’interfaccia utente-macchina facile da utilizzare ed intuitiva.

In questo articolo svelo tre spunti che permettono di migliorare notevolmente l’esperienza utente dei clienti della tua azienda. Questi spunti sono l’essenza della mia esperienza nel settore delle traduzioni tecniche, in particolare nella traduzione delle stringhe software, commenti PLC e programmi di supervisione di vari impianti produttivi.

Iniziamo!

1.

Come aiutare il traduttore a capire il completo significato delle stringhe software del impianto produttivo

Quante volte hai sentito il personale addetto al funzionamento ed alla manutenzione delle macchine lamentarsi del fatto che il software è tradotto male? Che non si riesce a capire comandi e messaggi d’allarme? Poi, i tecnici dell’azienda che vanno a fare il corso di formazione, invece di portare avanti il corso si occupano di modificare e riscrivere quello che è già stato fatto e pagato?

Molto facilmente in queste situazioni pensi: è colpa del traduttore! Beh… a volte può anche darsi. Persone incapaci, le trovi in ogni settore.

Comunque, nella maggior parte dei casi i motivi di quanto sopra sono essenzialmente due:

– Le stringhe che vengono mandate a tradurre, sono fornite senza alcun contesto (una breve informazione che si tratta, per esempio, di una linea di stampaggio, di taglio laser o di packaging non basta, credimi).

– I messaggi lunghi vengono spesso divisi in due/tre parti e poi ordinati alfabeticamente.

La situazione si presenta quindi come segue: un messaggio può iniziare con la P e la sua seconda parte si può trovare sotto la C (ovviamente nessuno pensa di mettere una nota al traduttore per fargli capire che si tratta della seconda parte del messaggio).

 

La soluzione?

Prima di tutto: IL CONTESTO! Più informazioni vengono fornite, meglio è. Anche una semplice nota tipo “questi sono messaggi informativi e qui abbiamo pulsanti di comando” aiuta molto e può cambiare la traduzione.

 

2.

Come non complicare al massimo il processo della traduzione del supervisore

Prima di inviare i file con le stringhe software al traduttore ricordati sempre di verificare se i file non contengono contenuti elaborati e modificati per anni e anni da diverse persone. Nel caso affermativo, quasi certamente ognuno di loro usava termini diversi per esprimere gli stessi concetti. Se questo è il tuo caso, dedica del tempo per unificare la terminologia, perché il traduttore freelance non ha mai visto l’impianto in oggetto, non l’ha visto funzionare e non può sapere che il gruppo che uno dei tecnici ha chiamato “inseritore”, è lo stesso gruppo che un altro chiama “gruppo di carico”.

Per il personale della tua azienda, che conosce l’impianto a perfezione, sembra ovvio, ma non lo è per il traduttore esterno. Il traduttore userà due termini diversi per il medesimo dispositivo e questo creerà senz’altro dubbi durante l’utilizzo dell’impianto.

 

3.

Come risparmiare il tempo impiegato per la traduzione delle stringhe software

Ora stiamo giungendo alla fine del progetto chiamato Traduzione Programma Supervisore! Qualche giorno fa hai inviato a tradurre alcuni file e oggi, invece della traduzione, ti è arrivato un elenco di domande da parte del traduttore? Che sorpresa 😉 Non avevi pensato che il traduttore non sarebbe riuscito a capire il significato dei messaggi:

– dif per flim

– cellcom str AUX1 par

– se fluff apr esegui spingato

… per non parlare dei casi quando tra vari messaggi elaborati in italiano si trova una frase in francese o spagnolo (mi è capitato di ricevere un progetto per la traduzione dall’italiano verso il polacco di un file che, come ho scoperto nel corso del lavoro, conteneva messaggi in ben quattro lingue diverse).

Ora mi vuoi dire che non c’è niente da fare e spesso è impossibile scrivere per esteso perché c’è un limite di caratteri. Ma questo non è un problema! Il tuo traduttore ti fornirà la traduzione in versione abbreviata, ma prima di farlo deve capire il significato del messaggio stesso.

La soluzione?

Preparare i messaggi in forma comprensibile (estesa) e fornire delle informazioni sul limite di caratteri, richiesto per i singoli commenti. Sì, lo so, è un lavoro in più e nessuno ha voglia di farlo. Ma prima o poi lo dovrai fare, quando ricevi la lista delle domande.

* * * * *

Ed eccoci arrivati alle conclusioni. I tre indizi per migliorare la UX degli utilizzatori del tuo impianto:

  1. Contesto
  2. Terminologia unificata
  3. Forma estesa e comprensibile + informazione sul limite di caratteri

Grazie a questi tre semplici accorgimenti, il risultato finale della traduzione dei tuoi file migliorerà notevolmente.

 

Se vuoi tradurre in polacco il supervisore del tuo impianto oppure ti serve la traduzione in polacco del manuale d’uso e manutenzione, contattami

Ooops!

Fingi di non aver visto nulla…
Devo contattare il mio webmaster.

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Illustrazioni a cura di Gabriele Natussi – Zerouno Software S.r.l.